….BUON GIORNO LAOS (INIZIO GIUGNO)
Da Pai andiamo dirette Chiang Khong dove in due minuti attraversiamo il Mekong e siamo a Huay Xai in Laos... non prima di aver lasciato 2500 Bath a cranio alla frontiera Thailandese perche’ il nostro visto era scaduto da piu’ di 5 giorni...e chi se ne era accorta nella bella Pai?! Ormai gli spostamenti vanno fatti particamente alla cieca...lontano dalle rotte dei turisti...tanto prima o poi si arriva sempre.........Apppena varchiamo le terre laotiane con rammarico capiamo che dobbiamo dimenticare per ora la lingua Thai ed imparare qualcosina del Lao...bene le due lingue sembrano piu’ o meno simili...a Huay Xai ci imbattiamo in un incontro di viaggio....una ragazza francese consciuta durante uno spostamento al sud della Thailandia...baci sorrisi e vecchi ricordi andiamo insime alla stazione degli autobus, noi dirette a Vieng Phukha lei a Luang Prabang.
Durante il viaggio, sonnecchiando qua’ e la’ entrambe abbiamo la sensazione che il conducente stia guidando in contromano...dopo piu’ di due mesi di guida a destra ritorniamo finalmente alla sinistra! In tre ore siamo al piccolo villaggio dove davvero non c’e’ nulla e non sembrano nemmeno troppo abituati ai turisti perche’ ci guardano come fossimo alieni...forse le nostre teste un rasata e un bionda...........dopo qualche giretto andiamo al centro informazioni per cercare di organizzare un trekking ma sono davvero troppo cari per le nostre tasche e rinunciamo! Il tempo di farci una doccietta nel fiume e di staccarsi una piccola sanguisuga dal piede e si fa buio...ci svegliamo all’alba per vedere il mercato mattutino e la gente delle montagne che arriva con le ceste cariche di verdure....qui non e’ molto semplice perche’ e’ difficile sentirsi a proprio agio...sono molto diffidenti con i turisti e sorridono di rado...forse per un attimo ti senti una specie di “voyeur” che e’ qui solo per spiare un modo di vivere diverso dal suo...ma basta avere un po’ di pazienza ed impare come poter interagire con loro....anche con i gesti piu’ semplici le cose possono migliorare...cosi pranziamo in un ristorantino sulla strada e scatta la nostra prima lezione di lao... l’ atmosfera si fa piu’ rilassata...quasi allegra.... Dato che siamo proprio sulla strada principale appena passa un sawaqualcosa ci facciamo dare un passaggio fino a Luang Nam Tha un paese piu’ a nord e un po’ piu’ grande di Vieng Phukha. Diciamo che anche qui non c’e’ molto da vedere e non siamo per nulla invogliate a fare un trekking nella zona quindi decidiamo di affittare un motorino e di andare a visitare qualche villaggetto per i fatti nostri...esperienza bellissima! Una macchina fotografica e due bei sorrisoni aprono le porte delle capannine di queste semplici persone...cosi passiamo quasi tutto il pomeriggio a casa di una coppia di simpatici vecchietti e bighellonando qua e la....quando decidono di accglierti nella loro casa ti trattano come un vero e proprio ospite anche se per loro sei uno sconosciuto perloppiu’ straniero...mettono degli sgabelli a terra formando un cerchio e ci offrono il tea...piano piano compaiono sempre piu’ membri della famiglia che timidi ti osservano e ridono tra di loro e immancabilmente finisci con il piu’ piccolo in braccio...il marito della coppia anziana era seriamente preoccupato per quanto il suo naso crescesse con la vecchiaia ...gli abbiamo fatto qualche foto e lui tutto serio ce ne ha mostrata una ormai logora per confrontare il naso di un tempo con quello di adesso.... sinceramente la differrenza e’ minima ma non siamo riuscite a spiegarci e quindi a tranquillizzarlo! Abbiamo comunque deciso di correre in paese per stampare qualche foto che li ritraeva insieme...non potete immaginare la gioia dei loro occhi quando gliele abbiamo portate! Sulla strada del ritorno decidiamo di fermarci per mangiare un’ ananas che ci viene gentilmente tagliata su una foglia di banano...mentre assaporiamo il frutto qualcosa attira la nostra attenzione...un ragno arancione gigante sta attraversando la strada....da lontano vediamo che una vespa punta dritto verso di lui e pensiamo...poverina e’ spacciata...i due incominciano a lottare...e non si capisce chi dei due ha la meglio...non ci crederete ma la piccola e cattivissima vespa ammazza il ragno gigante e se lo trascina via difendendolo dalle formiche arrivate in massa! Siamo rimaste interdette qualche minuto guardando la scena come se fosse un documentario alla tv...ora sappiamo chi dei due temere di piu!
Il paesaggio e’ qualcosa di spettacolare...grazie alle piogge il verde e’ brillante e l’ acqua delle risaie riflette la luce del sole...ovunque vedi nuvole di fumo che si alzano dai campi e teste chine a lavorare...non vedi un trattore, uomini e bufali lavorano la terra.... qui si spaccano la schiena vecchi e giovani, donne uomini, mentre i piu’ piccoli si occupano dei fratellini....infatti se prima ci straniva ora per noi e’ normale vedere un bimbetto di 4 o 5 anni che non si regge ancora sulle sue gambe portare in braccio la sorellina di 2 , farla mangiare, fare attenzione che non gli capiti nulla e non lasciarla mai sola....e tutto cosi splendidamente diverso da casa! Ceniamo al mercato notturno come i laotiani e chiaccheriamo con un signore del posto... dopo ulteriori lezioni per imparare qualche parola ci domanda come mai il Laos non e’ ricco come la Svizzera dato che hanno un sistema legislativo “samesame” ....impasse generale....poi scoppia a ridere e se ne va! Ancora non sappiamo se stesse scherzando oppure no! Ringraziamo la cuoca del mercato compriamo due patate dolci dalla vecchina sulla strada e ce ne andiamo dirette a nanna....domani ci aspetta una levataccia e un lungo viaggio in compagnia di due ragazzi Israeliani...di Gerusalemme.....viaggiamo decisamente scomode tra galline, neonati e vomiti vari...dieci ore di curve e arriviamo a Muang Khiaw. Piove e le nuvole sono talmente basse che quasi si possono toccare! Il paesino e’ attraversato da un grande fiume marrone che taglia le montagne in due...ci fermiamo a lungo su questo ponte e la natura ci lascia senza fiato....ci sentiamo piccolissime in mezzo a tutti questi colori e a tutto questo silenzio....il Laos ti fa sentire ancora piu’ persa della Thailandia e noi non chiediamo altro! Ceniamo con i due Israeliani, qualche partita a carte e a letto presto. Il giorno dopo visitiamo delle grotte e nel primo pomeriggio prendiamo una barca che ci porta a Muang Ngnoi... il viaggio e’ piacevolissimo nonostante la barca sia piena di anime e riusciamo anche a prendere un po’ di sole....l’ idea di viaggiare spesso via fiume piuttosto che via terra ci fa apprezzare ancora di piu’ il Laos. Appena mettimo i piedi sul molo abbiamo la sensazione che Muang Ngnoi sia un’ isola e questa non ci abbandonera’ per tutto il nostro soggiorno....questo posto e’ fantastico non c’e’ una macchina, un motorino...tutti quanti camminano chi scalzo chi no chi sotto alla pioggia senza ombrello chi con...e ci sono un sacco di bambini che passano la giornata a giocare tra di loro e a disegnare sulla strada perche’ durante la stagione delle piogge la scuola chiude...come non possimo sentirci serene? E non dimentichiamoci dell’ Ora della Mutanda che su questa unica strada e’ spettacolare..............in Laos...nei villaggi...quand’ e’ il tramonto ha inizio il Mutanda’s time (coincide con il mosquitos’s time...) tutti gli uomini del paese si calano le braghe ed iniziano a lavarsi sulla porta di casa....fatto il bagnetto se ne vanno un po’ in giro....forse per asciugarsi....e parlottano tra di loro tutti beati...fantastico!
Scegliamo una guest house con capannina vista fiume all’ interno del territtorio di un tempio e dal nostro balconcino possiamo osservare i giovani monaci che giocano sulla spiaggia....siamo proprio perse...abbiamo dimenticato la vita di casa e ne abbiamo trovata un’altra! Alzate di buon’ora prepariamo gli zaini.... finamente il nostro trekking! Camminiamo due ore o forse piu’ sotto alla pioggia tra fango e sanguisughe quando finalmente davanti ai nostri occhi compaiono le risaie e alla fine di queste appoggiato ad una collina c’e’ un piccolo villaggio dove passiamo la notte. Ancora una volta le donne anziane sono le meno timide...specialmente se cicciotte....ma abbiamo imparate che spesso questo dipende dal laolao...dopo aver dato una sbirciata in torno tra la curiosita’ della gente e i mille volatili tra i piedi laviamo gambe e scarpe dal fango nella “fontana” (rubinetto) al centro del villaggio. Finalmente sedute scorgiamo tra le risaie i nostri israeliani rimasti decisamente indietro....tra una scivolata e l’ altra nel fango ci raggiungono, ceniamo, partitina a carte e a letto.
Sveglia all’ alba grazie ai centocinquantamila galli, colazione e partiamo tutti e quattro per un’altra camminata...e’ impressionante come le piogge della notta abbiano alzato i livelli dei fiumi e abbiano cancellato quelle minime traccie di sentiero....attraversiamo i fiumi fregandocene dell’ acqua fin sopra alle ginocchia....se il giorno prima siamo state sopraffatte dall' ostilita’ della pioggia oggi prendiamo esempio dai Laotiani il trucco sta nel fregarsene completamete dell’ acqua e del fango, mantenere alta la concentrazione per l’equilibrio e non fermarsi mai per nessuna ragione! Quest’ultimo punto e’ fondamentale...se ti fermi anche solo per bere le vedi avvicinarsi... e’ un attacco velocissimo.... sanguisughe di ogni dimensione tanto piccole da passarti fra le maglie delle calze e tanto grandi da farti cescere immediatamente la fobia...il danno e’ fatto una volta che una si appiccica al tuo piede... staccarla e’ schifoso e complicato e nel tempo in cui cerchi di capire come fare altre tre ti attaccano..........un incubo!
Visitimo un altro villaggetto e veniamo trattenute quasi a forza da un’ antipatica signora laotina nel suo “ristorante”... per fortuna ha due figlie squisite che parlano inglese e ci siamo fatte raccontare un po’ della loro vita. Prima che faccia buio ci rimettiamo in marcia verso Muang Ngnoi ...ormai siamo bravissime...ritmo di marcia sostenuto e fregandocene del resto senza mai fermarci seguiamo un gruppo di ragazzi lao scalzi che fanno ritorno dai campi....qualche scorciatoia arriviamo in meta’ del tempo e ci buttiamo letteralmente nel fiume per lavarci dal fango...controllo sanguisughe e a letto stremate!
Ci prendiamo un giorno di riposo sull’ amaca e ceniamo in compagnia dei ragazzi del paese ....il giorno dopo Khao, una guida del posto decide di portarci a pescare...e’ stato molto divertente soprattutto la remata per risalire il fiume che via via si fa’ piu grosso magiando gli argini...infatti la spiaggetta dei nostri monaci e’ scomparsa nel giro di una notte!
Mangiamo i pochi pesci pescati e organizziamo la partenza per Luang Prabang....sul fiume a meta’ strada fra Muang Ngnoi e Muang Khiaw optiamo per un piccolo paesino proprio su confine con il Vietnam ma arrivati alla stazione degli autobus ci accorgiamo che non ne vale la pena....spostamenti troppo costosi....cosi optiamo per il tragitto classico e compriamo un biglietto per il primo sawaqualcosa diretto a Luang Prabang.
Arriviamo nella citta’ sapendo poche cose ed incomincia la solita odissea per trovare una G.H. economica...come succede sempre proprio nel momento in cui stiamo per mollare il colpo e decidere di accettare l’ ultima offerta ne troviamo una piu’ vantaggiosa e perfetta per noi....Luang Prabang e’ una penisola abbracciata dal Mekong e dal Nam Khan, e’ stata una vecchia capitale del regno e durante gli anni del colonialismo e’ stata il luogo preferito dai francesi... infatti l’ architettura coloniale rende la citta’ molto particolare...e gli anziani del posto sanno parlare francese... e’ un luogo molto tranquillo nonostante e il gran numero di turisti aleggia un’ atmosfera di pace.....ci sono un sacco di vat ( templi) e un sacco di monaci giovanissimi... alla sera le strade sono rallegrate da un grande mercato di cibo e di prodotti locali...siamo felicissime perche’ dopo quasi tre mesi di viaggio finalmente possiamo dare una svolta al nostro guardaroba! Trascorriamo 4 giorni tra vat monaci e shopping e qualche levataccia delle 4 del mattino per assistere alla “processione”: ogni vat suona il suo tamburo per svegliare il monastero...e in gruppi di file indiane i monaci percorrone le strade con i loro vasi attaccatti alla cintura....le Signore si piazzano sul marciapiede pronte a riempiere invasi con le offerte...una mattina decidamo anche noi di offrire un po di riso e qualche dolce ai giovani monaci stuzzicando la loro criosita’...scalzi serissimi e camminando veloce alcuni si sono accorti di noi sveglie all’alba...qualche sorriso smorzato immediatamente dall’importanza del momento.............e ci godiamo l’allestimento del mercato....
Lasciamo Luang Prabang dopo pochi giorni dirette verso ovest a Pak Beng...otto ore di viaggio spettacolare sul Mekong... arriviamo e decidiamo di fuggire subito...mattina presto, un’ora di barca e siamo a Tha Suang non piu’ di trenta casa che vivono grazie al fiume...e dopo sei ore di attesa veniamo caricate sul sawaqualcosa diretto a Hongsa la nostra tappa....solito viaggio tra montagne e burroni ma primo viaggio senza la strada asfaltata! Le pioggie, i camion e i bufali distruggono le strade che diventano trappole fangose! Ma anche questa volta tra impantanamenti vari ce la facciamo e percorriamo gli 80km in 6 ore...mentre eravamo per “strada” ci chiedavamo perche’ cavolo ci dovessimo allontanare dalle rotte turistiche ed “impantanarci” in situazioni del genere...ma una volta finite le curve si apre davanti ai nostri occhi una vallata... dopo 6 ore di nulla ecco Hongsa....decisamente stordite dal viaggio ci rifugiamo in comodi letti e ci addormentiamo...Hongsa e’ stranissima....e’ un paese piatto....discretamente grande....collegato con il nulla....le strade sono polverose...e’ tutto un incrocio e la gente in apparenza sempra non accorgersi di te...mancano cavalli pistole e qualche saloon e sembra di essere nel farwest...e in mezzo a questo farwest ci imbattiamo in una signora Tedesca e una signora Nepalese che entrambe vivono a Hongsa...prendiamo un tea con loro e discutiamo allegramente sul significato dell’esistenza...la donna nepalese nonostante fosse evidentemente ubriaca guidava la conversazione con tanto di disegnini che riassumevano il complicato significato dei rapporti umani...barcollando tra gli incroci accettiamo l’invito a cena della Signora e mangiamo anche in compagnia del marito un buonissimo piatto nepalese...siamo tutte e quattro seduti a terra su un piano rialzato della cucina ed e’ come se ci conoscessimo da sempre...parliamo di tutto e al momento dei saluti ci abbracciamo forte forte..e’ amore puro...amore di una mamma che ci ha confidato quanto gli mancassero i figli in giro per il mondo e quanto questa cena gli avesse fatto piacere...abbracciamo anche il marito...meno commosso ma felice...e ci stringe anche lui...usciamo da quel cancelletto in legno e da quella casa e siamo piene d’amore...il cielo e’ pieno di stelle e noi siamo finite qui solo per questo...
Mercato all’alba...Flo ama i mercati...ama vedere le strade vuote prima dell’alba..e ama vederle animarsi piano piano con il sorgere del sole...ama la vita che solo un mercato puo’ trasmettere ed offrire...vederlo nascere e morire dopo poche ore la fa sentire parte del tutto........partiamo perche’ non c’erano piu’ ragioni per rimanere ad Hongsa. Ci muoviamo verso sud...dopo 5 ore sul cassone di un pick-up nostro mezzo preferito arriviamo ad una stazione dgli autobus e prendiamo il primo diretto lontano...va a Vientiane la capitale....nell’oretta persa sedute ad aspettare la partenza guardiamo l’autobus e ci chiediamo come faccia a viaggiare senza perdere pezzi...e con gioia scopriamo che ci aspettano ancora 15 ore di viaggio....Boh pegnan!
Gente sul tetto gente nel corridoio teste addormentate una sopra all’altra...vita da autobus.......all’una di notte qualcuno urla Vang Vieng apro gli occhi e cerco di svegliare Flavia urlando in silenzio perche’ era alla fine dell’autobus...le dico il nome della fermata e ci guardiamo intontite dal sonno......saltiamo giu’ tra lo stupore del conducente e dei pochi svegli....
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